Le cazzate del libello di Cazzullo
Quello di Cazzullo è un libello che contraddice appieno la finalità per la quale sarebbe stato scritto: unire gli italiani. E' allo stesso tempo inutile e dannoso. Quelli del Comitato per i 150 anni dell'unità d'Italia dovrebbero (se ne avessero il potere) farlo ritirare dalla circolazione. Ma mi auguro che la censura sia naturale: siano i lettori a non farlo circolare.
Quello di Cazzullo è un libello che contraddice appieno la finalità per la quale sarebbe stato scritto: unire gli italiani. E' allo stesso tempo inutile e dannoso. Quelli del Comitato per i 150 anni dell'unità d'Italia dovrebbero (se ne avessero il potere) farlo ritirare dalla circolazione. Ma mi auguro che la censura sia naturale: siano i lettori a non farlo circolare.
E' un'accozzaglia di luoghi comuni. Vengono ignored or mocked all the most recent studies on so-called "resurgence." But what is worse, they are insulted that serious scholars are beginning to finally bring to light the misdeeds that led to and achieve the so-called "unity of Italy, from 1860 to the present day.
Pine in April and his "Terroni" (which not even mention them) the Cazzullo writes: "The best seller beginning with the horrific attack," I did not know that Piedmont did to the South what the Nazis did in Marzabotto. But many times, for years ... "(an attack in which there is no one right word, the Empire Marzabotto reference to the definition of "Piedmont" for the Italian army) .
Gigi Di Fiore and his "The Last Days of Gaeta (this time without giving credit) the Cazzullo writes:" The essay titled Gaeta The siege unit that condemned Italy , as if the drive was a disaster .
Even Giordano Bruno Guerri the Cazzullo wrote: " It 's true, a smart writer like Giordano Bruno Guerri said that books on the Risorgimento bored. But it may be that you're wrong, and the opposite is true .
Cazzullo should reflect sul perché - come lui stesso scrive - sono infinite le «denigrazioni di cui i padri della patria [n.d.r. Garibaldi, Vittorio Emanuele 2°, Cavour, Mazzini] sono stati oggetto»; e sul perché - come lui stesso dice - questa lista di denigratori sia sterminata. E sul perché - come ancora lui lamenta - sono ritenuti «molto più italiani Ninco Nanco, Crocco, Fra' Diavolo e gli altri briganti, anzi patrioti meridionali».
Il Cazzullo farebbe bene a non irridere e banalizzare « i neoborbonici, nostalgici di festa farina e forca, e i sanfedisti, che rimpiangono l'Inquisizione e le insorgenze antimoderne con i forconi ». Cazzullo prima di scrivere cazzate farebbe bene ad informarsi.
E per finire, è almeno una caduta di stile l'accusa di “sciovinismo, meschino e rancoroso”, che Cazzullo rivolge a chi «se la prende con Napoleone razziatore di opere d'arte» italiane. Per lui è “esaltante” incontrare quelle opere nei Musei stranieri. Ma Cazzullo forse è un italiano rinnegato.
Talvolta “nomen omen est”.
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